Il Nobile d’oro inglese e il romanzo Ivanohe

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Molti si stupiranno a sapere che in Inghilterra i Sassoni ed i primi Normanni conquistatori dell’isola nel 1066, non coniarono che solo argento e nessuna moneta superiore al penny  (l’equivalente del denaro carolingio).

Nel periodo che va sino ad Edoardo III (1327-1377) le grosse somme si pagavano a peso e le piccole monete servivano per i piccoli affari mentre tutta la moneta d’oro in circolazione proveniva dall’estero, importata dai mercanti ebrei, fiamminghi o italiani. Questo sovrano, passato alla storia per aver dato inizio alla guerra dei “Cent’anni” con la Francia e per la sua schiacciante vittoria nella famosa battaglia di Crecy, diede inizio alla coniazione dell’oro.

Delle monete in oro coniate da Edoardo III la più attraente per la sua stupenda bellezza è indubbiamente un esemplare del valore di 6 shilling e 8 pence, detta “NOBLE” o Nobile.

Essa porta al verso una iscrizione criptico-latina:
JESUS AUTEM TRANSIENS PER MEDIUM ILLORUM IBAT
“ma Gesù passando in mezzo a loro se ne andò” [San Luca IV/301]).
Allusione all’esplusione di Gesù dalla Sinagoga e al suo miracoloso passaggio attraverso una folla ostile.

Naturalmente questa iscrizione non è in correlazione con l’iscrizione del recto:
EDWARD DEI GRA(tia) REX ANGL(iae) ET D(omi)N(u)S HYB(erniae) Z(=et) AQ(ui)T(aniae)
oppure con la figura del re ritto sulla nave in atto di tenere la spada e lo scudo con i simboli di Inghilterra e Francia e nemmeno con la stessa incisione del verso.

Essa piuttosto ci suggerisce che la stessa moneta contenga un incantesimo utile ed efficace contro i ladri e i banditi che a quei tempi infestavano le strade inglesi. Infatti i pellegrini che si recavano a Canterbury nutrivano gravi preoccupazioni di salvare i loro denari e le stesse strade di Londra non davano sicurezza ai cittadini onesti.

Il “NOBLE” battuto ad iniziare dal 1344 aveva un peso pari al trentanovesimo e mezza della libbra della Torre di Londra (79 NOBLES pesavano due libbre): quindi grani 138 e 6/13 equivalenti a grammi 8,97.*

La moneta ebbe un notevole successo anche tra i mercanti stranieri tanto che questo tipo i nummo fu usato sino al XVI secolo, pur mutando il suo peso due volte: nel 1351 fu fissato in grani 120 (pari a grammi 7,78) e nel 1412 in grani 108 (pari a grammi 7).
Questa ultima versione risultava di valore doppio rispetto ad un fiorino o ad un ducato.

Nel capolavoro storico “Ivanohe” di Walter Scott, scritto nel 1820 e ambientato negli ultimissimi anni del Millecento, primo e grande esempio di genere storico, esistono vari accenni al denaro, alle monete e alla varietà di tipi monetali circolanti.

Quando al torneo, il principe Giovanni Senza Terra offre all’arciere Locksey (Robin Hood) un premio di 20 “Nobili“, ci dobbiamo per forza chiedere dove avrebbe potuto trovare tali monete.

Approfondimento: La storia delle monete inglesi

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